Odontoiatria

Conservativa

Che cos'è l'Odontoiatria Conservativa?

L'odontoiatria conservativa è una branca dell'Odontoiatria che si occupa principalmente della cura della carie dentale. La sua finalità, come il nome stesso suggerisce, è quella di mantenere (conservare) in bocca i denti colpiti dalla carie, fratture ect, eliminando dapprima il tessuto cariato per poi ripristinare forma, funzione e, grazie alle moderne tecniche, anche l'estetica originale degli elementi dentari.

Per capire meglio le potenzialità di questa disciplina, è utile conoscere le basi dell'anatomia del dente.

Che cos'è la Carie Dentale?

Il termine carie deriva dal latino "caries", che significa "cavità vuota". Si tratta di una malattia infettiva che colpisce i tessuti duri del dente (smalto, dentina e cemento) creando dei veri e propri "buchi vuoti".

Alcuni dei batteri normalmente presenti nella nostra cavità orale creano queste "cavità" nei denti, tuttavia per poterlo fare hanno bisogno di alimenti che contengano elevate quantità di zuccheri. Grazie agli zuccheri, infatti, possono riprodursi a dismisura e, così facendo, creano acidi che, a lungo andare, bucano il dente.

Se la carie viene trattata in tempo, recuperare il dente è facile e veloce.

Qualora invece la carie venga trascurata ed i batteri arrivino al centro del dente ove si trova la polpa, per recuperare il dente ci sarà bisogno anche di una Terapia Canalare o Devitalizzazione, argomento che tratteremo più avanti nel capitolo "endodonzia". Alcuni denti cariati eccessivamente trascurati alle volte non sono recuperabili in nessun modo: non resta che estrarli per evitare dolori ed ascessi ricorrenti e anche il rischio di gravi infezione generalizzate.

Ecco perché è importantissimo spazzolare i denti dopo ogni pasto, affinché i batteri non abbiano modo di danneggiare il dente. Inoltre, visite di controllo regolari dal dentista permettono di individuare precocemente le lesioni cariose in stadi iniziali, così da poter recuperare i denti con terapie facili e veloci e non correre il rischio di dover perdere dei denti per la carie.

Ma la carie è un problema che riguarda solamente i bambini?

Purtroppo, no. Normalmente i bambini sono a maggior rischio di carie poiché effettuano con minore cura le procedure di igiene orale domiciliare, hanno un'alimentazione più sregolata e con maggiore presenza di zuccheri. Questi stessi motivi possono creare una carie anche nell'adulto, che in linea teorica dovrebbe essere più attento all'igiene orale ed all'alimentazione.

L'età adulta presenta altre problematiche: recessioni gengivali e malattia parodontale espongono al rischio di carie anche le persone più anziane.

Inoltre, le nuove generazioni hanno beneficiato di fluoroprofilassi che alle vecchie generazioni sono mancate, rendendole maggiormente suscettibili al rischio di carie.

Come faccio a capire se ho una carie?

Purtroppo, quando la carie è nelle sue fasi iniziali, il paziente non avverte il benché minimo fastidio. Solo frequenti visite di controllo dal Dentista sono in grado di individuare la carie allo stato iniziale, la cui terapia è semplice e veloce.

Quando la carie raggiunge una certa profondità, il paziente comincia ad avvertire fastidio in presenza di alcuni stimoli quali:

  • dolore al caldo e al freddo
  • dolore alla masticazione
  • dolore in presenza di cibi acidi e/o dolci

Se la carie viene trascurata, continua a distruggere il dente fino a giungere alla polpa. La sintomatologia cambia:

  • il dolore diventa spontaneo
  • il dolore è intenso (Pulpite)
  • il dolore riguarda ampie zone del volto.

Siccome la carie dà fastidio solo a livelli avanzati, capita spesso che un dente che dia pochissimo fastidio in realtà abbia bisogno di terapie lunghe e complesse per poter essere riabilitato completamente.

Come si cura un dente cariato?

Innanzitutto, è necessario rimuovere tutto il tessuto cariato.

Per fare ciò, il dentista esegue l'anestesia e, una volta che il dente è addormentato, isola la zona di lavoro con la diga di gomma, affinché ogni operazione avvenga in un campo pulito senza contaminazione batterica. Dopodiché, si procede alla rimozione del tessuto cariato.

L'utilizzo di sistematiche ingrandenti permette all'odontoiatra di essere sicuro di aver rimosso anche il più piccolo frammento di tessuto cariato. 

Fatto ciò, si passa a valutare quanto dente sano è rimasto. Se la carie ha distrutto una piccola parte del dente, basterà eseguire un restauro diretto (direttamente in bocca al paziente) per poter ripristinare completamente forma e funzione.

Se invece la carie ha già distrutto una buona parte del dente, quest'ultimo rischia seriamente di fratturarsi durante la masticazione. Per questo motivo sarà necessario eseguire un restauro indiretto (fuori dalla bocca al paziente), che potrà essere parziale (intarsio) o totale (corona).

Spesso, l'Odontoiatra è in grado di valutare prima della rimozione del tessuto cariato se il dente avrà bisogno di un restauro diretto o di uno indiretto. Alle volte però è necessario dapprima procedere alla rimozione del tessuto cariato per poter avere la certezza sulla diagnosi.

Che differenza c’è tra un restauro diretto ed uno indiretto?

I restauri diretti si chiamano così proprio perché vengono eseguiti direttamente dall'odontoiatra alla poltrona. Sono la soluzione migliore per curare tutti quei denti in cui la carie ha distrutto poca sostanza dentale.

I restauri indiretti si chiamano così poiché vengono eseguiti in laboratorio e poi cementati nella cavità orale del paziente dall' Odontoiatra. Affinché vengano realizzati e poi cementati sono necessarie più sedute. Rappresentano la soluzione ideale per ricostruire quei denti in cui la carie ha distrutto molta sostanza dentale.

Come si esegue un restauro diretto o otturazione?

Innanzi tutto, è necessario aver rimosso tutto il tessuto cariato. Dopo aver fatto ciò, l'odontoiatra prepara la superficie dentale ad accogliere il materiale da restauro e vi applica un sottile strato di adesivo biocompatibile.

Un tempo, il materiale d'elezione per l'esecuzione di restauri diretti era l'amalgama d'argento. Oggigiorno disponiamo di materiali più performanti dal punto di vista estetico: le resine composite. Questi materiali hanno la stessa durezza del dente e si integrano perfettamente anche dal punto di vista estetico.

L'Odontoiatra, dopo aver preparato il dente, applica piccoli strati di resina composita fino a ripristinare completamente la forma del dente. Tale materiale viene dapprima applicato e modellato, successivamente viene fatto indurire con una lampada apposita (lampada fotopolimerizzatrice).

Una volta terminata la fase ricostruttiva, viene rimossa la diga ed il dente viene rifinito, lucidato e si controlla che sia perfettamente integrato nella funzione del cavo orale.

Questo trattamento vale anche nei casi di denti che hanno subito delle piccole fratture.

Frattura dell’incisivo centrale e laterale risolti per mezzo di due restauri diretti in composito.

Come si esegue un restauro indiretto parziale (intarsio)?

Quando il dente ha perso molta sostanza dentale, ma non così tanta da necessitare di una corona, la soluzione ideale è un restauro indiretto parziale: l'intarsio. L'intarsio è dunque un restauro indiretto parziale fabbricato appositamente in laboratorio che sostituisce una buona parte del dente andata perduta per carie.

Eseguire un intarsio richiede più di una seduta:

  • Nel primo appuntamento l'Odontoiatra rimuove tutto il tessuto cariato ed eventualmente, se necessario procede alla terapia canalare del dente.
  • Nel successivo appuntamento (o sempre nel primo, qualora la terapia canalare non fosse necessaria), l'Odontoiatra procede al build-up del dente. Dopo aver isolato il quadrante con diga, riempie con resina composita le irregolarità del dente lasciate dalla carie e gli conferisce una forma regolare abbattendo le cuspidi a rischio di frattura. Viene presa un'impronta e viene spedita al laboratorio, ove verrà confezionato su misura l'intarsio.
  • Nell'ultimo appuntamento, l'intarsio viene provato e, se tutto va bene, viene cementato.

I moderni materiali per la realizzazione di intarsi sono:

  • le resine composite
  • la ceramica.

Ognuno di essi ha la sua specifica indicazione.

Come si esegue un restauro indiretto totale (corona)?

Quando il dente ha perso quasi tutta la sua sostanza dentale, è necessario ripristinare la sua forma e funzione con un restauro indiretto totale: la corona. La corona è un restauro indiretto totale fabbricato appositamente in laboratorio che sostituisce tutta la parte masticante del dente, che altrimenti si fratturerebbe con estrema facilità.

Per eseguire una corona sono necessari più appuntamenti, a seconda della complessità del caso:

  1. Nel primo appuntamento, l'odontoiatra rimuove tutto il tessuto cariato e confeziona un provvisorio, per permettere al paziente di masticare comodamente.
  2. Nel successivo appuntamento, l'odontoiatra procede all'eventuale terapia canalare (necessaria nella maggior parte dei denti che hanno perso molta sostanza dentale).
  3. Nel successivo appuntamento, l'odontoiatra isola il dente con diga e provvede a ricostruire il nucleo del dente, a volte anche con l'ausilio di un perno. Viene presa un'impronta e la si spedisce in laboratorio affinché la corona venga fabbricata su misura.
  4. Possono essere necessari più appuntamenti di prova della struttura e/o della corona definitiva.
  5. Nell'ultimo appuntamento, la corona definitiva è pronta e viene cementata.

I moderni materiali per la realizzazione di corone totali sono:

  • la metallo-ceramica
  • La ceramica integrale.

Ognuno di essi ha la sua specifica indicazione.

Radiologia Dentale

Radiologia dentale

La radiologia in uno studio odontoiatrico moderno costituisce un supporto estremamente importante, sia per aiutare il clinico per la diagnosi di lesioni clinicamente non manifeste che per la programmazione e il controllo dei trattamenti in atto. La sua importanza è andata continuamente aumentando nel corso degli anni, a causa della presenza sul mercato di apparecchiature computerizzate e con tecnologie all'avanguardia in grado di dare referti radiografici digitali di altissima qualità.

<h2">CONSIDERAZIONI GENERALI IN RADIOLOGIA

Come è noto, le indagini radiologiche vanno effettuate quando è strettamente necessario ed devono essere giustificate ed eseguite correttamente.

(Ardizzone V, mezzanotte P, Roncati Parma Benfenati M. 2002)

Non bisogna mai dimenticare che le radiazioni ionizzanti sono sempre accompagnate da un rischio biologico.

L'esposizione del paziente ai raggi x deve essere quindi ridotta al minimo.

È quindi necessario pertanto:

  • effettuare solo gli esami indispensabili per il paziente;
  • essere in possesso di apparecchiature moderne od inviare il paziente a strutture che posseggono attrezzature di ultima generazione in modo da fornire, il maggior numero di informazioni con la minor dose di irradiazione;
  • fornire al radiologo quesiti precisi da consentirgli di condurre l’esame nel modo più mirato possibile.

Le informazioni derivate da un esame radiologico devono essere sempre associate ad una valutazione clinica.

Gli esami radiografici di comune impiego in odontostomatologia sono:

  • Rx-Endorale singola
 
  • Status endorale completo (Full Mounth radiografico)
 
  • Ortopantomografia (Rx.OPT)
 
  • Teleradiografia LL e AP del cranio con craniostato per ortodonzia
 
  • T.C. volumetrica del cranio
 

Tutte queste indagini vengono effettuate nella nostra struttura in quanto siamo in possesso di diversi radiografici endorali digitali in ogni unita operativa e di un Tomagrafo Computerizzato Cone Beam (CBTC).

Va inoltre aggiunto che, come nelle altre discipline mediche in cui ad esami di "primo Livello" si fanno eseguire esami di "secondo livello" (Es. Rx- Torace seguito poi, se necessario, da una TAC), lo stesso deve accadere in Odontoiatria dove avremo appunto esami di primo e di secondo livello.

Tra gli esami radiografici di "primo livello" abbiamo:

  • Rx-endorale
  • Rx-OPT e Rx-Tele latertale del cranio 
  • Status endorale completo

Tra gli esami radiografici di "secondo livello" abbiamo:

  • TC (Tomografia Computerizzata Cone Beam o CBCT)

Tipologie di esami in radiologia odontomastologica

Gli esami radiologici comunemente utilizzati in odontoiatria possono essere anche suddivisi a seconda della loro capacità di fornire informazioni in due o tre dimensioni, importante questo in base alle esigenze cliniche:

Metodiche Bidimensionali

  • Endorale
  • OPT e Rx-Tele laterale del cranio
  • Status endorale completo

Metodiche Tridimensionali

  • TC (Tomografia Computerizzata Cone Bean o CBCT)

Rx-Endorale o Periapicali

Se realizzate con appositi centratori ( tecnica parallela ) e con cono lungo ci permettono di valutare l’esatta altezza ossea, l’eventuale distanza dal nervo alveolare inferiore o dal seno mascellare alla cresta alveolare o da eventuali strumenti di riferimento, inoltre il decorso e la prossimità dei denti limitrofi.

Con questo metodo le radiografie endorali hanno un rapporto dimensinale 1:1

In Implantologia la radiografia endorale è di scarsissima utilità nella diagnosi pre-operatoria. Essa non è in grado di fornire una valutazione d’insieme e, soprattutto, non è affidabile nelle misurazioni spaziali: non è possibile, infatti, essere sicuri delle condizioni geometriche nelle quali l’esame è stato esegiuto.

La radiografia endorale è utile, invece, in fase intraoperatoria e nei richiami. Intraoperatoriamente viene utilizzata per evitare danni a strutture anatomiche vicine, come le radici dentarie o il canale mandibolare.

Una precisa indicazione della radiografia endorale si ha in caso di rialzo del seno mascellare per via sub-antrale mediante tecnica osteotomica.

 

Ortopantomografia o radiografia panoramica o Rx-OPT

È l’elemento diagnostico più utilizzato oggi in odontoiatria.

 

L’OPT fornisce una immagine completa delle arcate dentarie e delle strutture ossee da cui sono sostenute. Anche se ben realizzata, essa non riesce a fornire una rappresentazione dimensionale accurata potendo dare alcune volte una deformazione del 30% quindi non in grado di valutare la giusta altezza ossea.

Comunque questo esame ci dà una valutazione d’insieme del caso, la posizione e l’ampiezza dei seni paranasali, il decorso del nervo alveolare inferiore, la posizione dei forami mentonieri e sottorbitari e l’eventuale presenza di addensamenti, neoformazioni cistiche e di tumori. I panoramici digitali di ultima generazione hanno comunque ridotto fino a quasi annullarlo il fenomeno della distorsione.

Status endorale completo (Full Mouth Radiografico)

Questo esame radiografico consta di tantissime radiografie endorali singole (da 16 a 24) che se eseguite con la tecnica parallela, ed inserite in particolari template digitali e non danno una immagine radiografica molto precisa e nitida sia dei denti che dell’organo di supporto dei denti, ossia del parodonto (vedi Sessione Parodontologia).

Quindi e un esame che si richiede di routine ai paziente a cui bisogna fare un diagnosi di tipo parodontale.

Teleradiografia LL e AP del cranio in craniostato per ortodonzia

Le teleradiografie in proiezione latero-laterale e antero-posteriore, insieme anche la radiografia della mano, sono esami radiografici utili per effettuare le analisi cefalometriche per la diagnosi ortognatodotodontica.

T.C. volumetrica del cranio:
(Tomografia Computerizzata Cone Beam o CBCT)

È un indagine radiologica indispensabile ed importantissima per l’analisi tridimensionale delle strutture anatomiche del distretto maxillo-facciale e nello specifico:

  • per implantologia (con misurazioni e rapporti con strutture anatomiche importanti)
  • per disodontiasi (Denti del giudizio inclusi) e inclusioni dentali di vario genere
  • per valutazione rapporti del nervo mandibolare con i denti del giudizio inferiori totalmente inclusi (pre-estrazione)
  • per lo studio di neoformazioni cistiche e tumorali
  • per articolazioni tempora-mandibolari a bocca chiusa e aperta
  • per studio seni paranasali fosse nasali

È importante sottolineare comunque che essendo una indagine frequentemente richiesta dai dentisti, è bene che ci soffermiamo sulla grande differenza esistente tra la TAC convenzionale (ancora oggi presente in tantissimi studi di radiologia) dove la dose di radiazioni assorbita dai paziente è elevatissima ed la Tomografia Computerizza Cone Beam (CBCT) di ultima generazione, dove la dose assorbita dai pazienti è di gran lunga inferiore alla TAC Dentalscan convenzionale.

Odontoiatria Estetica

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Chirurgia Orale

Chirurgia Orale

La chirurgia odontostomatologica (o chirurgia orale) si occupa di estrazioni dentarie semplici, residui radicolari, denti inclusi o semi-inclusi nelle ossa mascellari; di apicectomie, ovvero asportazioni dell'apice di denti coinvolti in processi flogistici; di asportazione di cisti e tumori del cavo orale; di chirurgia ossea ricostruttiva, come i rialzi di seno, gli innesti di osso e la rigenerazione ossea attraverso l’uso di membrane e biomateriali. Include anche l'implantologia e la parodontologia.

 

Chirurgia Ossea Ricostruttiva

Chirurgia ossea ricostruttiva

Un parametro fondamentale per rendere possibile l’inserimento implantare è conoscere e valutare la quantità e la qualità di osso disponibile.

Capita spesso che l'osso alveolare sia talmente ridotto in termini di altezza e larghezza che le sue dimensioni non sono più sufficienti per poter inserire degli impianti.

Le riduzioni di volume dei processi alveolari vengono comunemente chiamate "Atrofie ossee".

Queste atrofie ossee sono causate per lo più dalla pregressa perdita di denti (edentulia ) e/o dall'effetto distruttivo della piorrea (parodontite).

In questi casi per poter inserire degli impianti, occorre aumentare il volume dell'osso alveolare. Questi incrementi di osso si possono effettuare sia contemporaneamente all'intervento implantare (Rigenerazione Ossea Perimplantare) sia prima di effettuare la chirurgia implantare (Rigenerazione Ossea Preimplantare).

La correzione delle atrofie ossee può essere effettuata principalmente con quattro modalità; di trattamento:

  • La rigenerazione ossea guidata (GBR)
  • L’innesto a blocco (origine intra o extraorale)
  • L’espansione di cresta (Split Crest)
  • Rialzo del seno mascellare

La chirurgia ossea ricostruttiva alcune volte è; anche necessaria per migliorare l’estetica del sorriso ed il mantenimento nel tempo degli impianti.

La rigenerazione ossea guidata (GBR)

L’obiettivo della rigenerazione ossea guidata (GBR, Guided Bone Regeneration = Rigenerazione ossea guidata) è quello di promuovere la formazione di nuovo osso per ricostruire una cresta alveolare atrofica prima o in concomitanza dell’inserimento implantare, attraverso l’utilizzo di membrane sia riassorbibili che non riassorbibili e materiali riempitivi di diversa natura.

L'osso autologo cioè l'osso proprio del paziente è senz'altro il materiale migliore per l'aumento osseo. Anche i materiali sostitutivi di derivazione sintetica sono utili sopratutto per il riempimento di difetti meno importanti. Il sostituto osseo sarà invaso e rimpiazzato dall'osso proprio nell'arco di 6-12 mesi. L'impiego di tali sostituti ossei può, spesso, rendere inutile un prelievo di osso autologo (osso proprio del paziente).

L’innesto a blocco (origine intra o extraorale)

Altro metodo per la terapia delle atrofie ossee sia orizzontali che verticali consiste nell’utilizzo di innesti a blocco di osso.

Il prelievo dell'innesto a blocco si effettua di solito da siti intraorali come il mento o l'angolo mandibolare. Solo in casi di innesti molto estesi bisogna far ricorso a siti extraorali, per esempio, l'anca o la teca cranica. L'osso può essere prelevato a forma di blocchetti che sono sagomati e fissati nel sito ricevente mediante piccole viti di titanio (viti trans-corticali).

L'osso autologo cioè l'osso proprio del paziente è senz'altro il materiale migliore per questo intervento.

Quali sono i benefici degli "innesti ossei"?

Grazie alle moderne tecniche di rigenerazione ossea è possibile oggi ricostruire anche le atrofie più gravi permettendo quindi l’inserimento implantare anche in casi molto complessi.

L'espansione di cresta (Split Crest)

Una delle più frequenti limitazioni anatomiche che ci impediscono un corretto posizionamento implantare è il riassorbimento orizzontale dell'osso.

Oltre alle tecniche su menzionate, per l'incremento orizzontale delle creste edentule atrofiche oggigiorno il dentista possiede un'altra modalità; di trattamento, la tecnica"Splt Crest".

La realizzazione della tecnica split crest (espansione crestale), previa osteotomia (taglio dell’osso), consente di aumentare lo spessore di creste edentule contestualmente all’inserimento di impianti. Si otterrà così, un'elevata percentuale di successi (98%), che consentirà una riabilitazione implantoprotesica soddisfacente.

Rialzo del seno mascellare

Il seno mascellare è una fisiologica cavità aerea che si estende nella zona posteriore del mascella superiore (maxilla), spessissimo dopo la perdita di denti in questa zona anatomica della mascella, si ha come conseguenza una riduzione in altezza dello spessore d'osso.

Esistono due tecniche differenti per incrementare l’osso in altezza in questa sede:

  1. Mini rialzo del seno mascellare (Elevazione interna)
  2. Grande rialzo del seno mascellare (Elevazione esterna)

Questa tecnica chirurgica viene eseguita per ottenere un aumento volumetrico in altezza di poche millimetri (2-3 mm), in un sito con spessore osseo insufficiente in altezza (6-8 mm).

Grande rialzo del seno mascellare

Questa tecnica viene eseguita qualora esista un ridottissimo volume di osso residuo in altezza nelle zone posteriori della mascella per poter posizionare degli impianti

In questa situazione occorre un aumento del volume osseo verticale mediante il grande rialzo del seno mascellare. Da un accesso operatorio intraorale il pavimento del seno è esposto e la membrana di rivestimento del seno è sollevata delicatamente. Lo spazio formatosi viene riempito di osso autologo particolato e/o osso artificiale.

In presenza di uno spessore sufficiente di osso basale residuo (circa 4-5mm) gli impianti possono essere inseriti contemporaneamente al rialzo del seno mascellare. Altrimenti si rigenera dchirima l'osso e si procede al posizionamento degli impianti solo dopo un tempo di attesa di 6-8 mesi.

Protesi fissa, su impianti e mobile

Prevenzione ed Igiene

Per igiene orale si intende la pulizia della cavità orale ed in senso più esteso tutte quelle manovre per ottenerla, siano esse a livello domiciliare che a livello professionale.

L’ igiene orale domiciliare (IOD) però non basta per eliminare completamente la placca batterica e il tartaro, dunque bisogna prevedere periodicamente una visita dal professionista, che provvederà ad effettuare la cosiddetta igiene orale professionale: con questa definizione si comprendono tutte quelle manovre praticate dal professionista (medico dentista, odontoiatra, igienista dentale) al fine di eliminare tutti i residui accumulatisi nel tempo in seguito all’impossibilità delle manovre di IOD di essere efficaci in modo assoluto.

Sarà cura del Vostro Dentista spiegare tutte le manovre per una corretta igiene orale “casalinga”, per la quale ovviamente è necessaria sia costanza che perseveranza.

Ortodonzia infantile e dell'adulto

L’ortodonzia, anche chiamata ortognatodonzia, è quella particolare branca dell’odontoiatria che studia le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari; è attuata esclusivamente dagli odontoiatri e specialisti in ortognatodonzia. Essa ha lo scopo di prevenire, eliminare o attenuare tali anomaliemantenendo o riportando gli organi della masticazione e il profilo facciale nella posizione più corretta possibile.

La pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che molto spesso sono consequenziali.

  1. Terapia chirurgica: si attua estraendo quei denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione dento-facciale.
  2. Terapia meccanica: si attua mediante la costruzione di diversi tipi di apparecchi che potremo suddividere in:  Apparecchi attivi: agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.) Apparecchi passivi: sfruttano le forze masticatorie essendo di per sé inattivi (es. placca vestibolare, piano inclinato, ecc.)

La parola “ortodonzia” deriva etimologicamente dal greco antico; il suo significato letterale è “denti dritti” (ortos = dritto e odontos = dente) e una dentatura perfetta è il traguardo principale che l’ortodonzia si prefigge. Fino a pochi anni fa si riteneva che questi interventi dovessero realizzarsi tra la preadolescenza e l’adolescenza. Interventi, dunque, che potevano agire con successo solo su una dentatura definitiva e su ossa mascellari ancora in crescita. In realtà, secondo le nuove scuole di pensiero, è possibile aggiustare anche le bocche degli adulti, e quindi il bacino di utenza dell’ortodonzia si è notevolmente ingrandito. Le nuove tecnologie consentono inoltre di scegliere apparecchi di vari generi, che aiutano notevolmente anche l’aspetto di accettazione psicologica dell’apparecchio stesso.

Parodontologia

La parodontologia è una branca dell’Odontoiatria che studia i tessuti del parodonto (peri = attorno; odons = dente) e le patologie ad esso correlate. Il parodonto è costituito da:

  1. gengiva
  2. osso alveolare
  3. cemento radicolare(tessuto che ricopre la radice del dente)
  4. legamento parodontale

 

La parodontologia si occupa quindi dell’insieme dei tessuti molli (il legamento periodontale e la gengiva e duri (cemento e tessuto osseo alveolare) che circondano il dente e che assicurano la sua stabilità nell’arcata alveolare (in condizioni di salute). La parodontologia, si occupa anche delle malattie che interessano il parodonto, queste vengono chiamate genericamente malattie parodontali o parodontopatie piorrea:termine storico oggi ancora utilizzato nella popolazione). Esse sono le parodontiti e le gengiviti.

Si calcola che siano almeno dieci milioni gli italiani che soffrono di tali patologie dopo i trenta anni di età, ma anche nei giovani questa malattia può insorgere a causa della predisposizione genetica e/o condizioni anatomiche particolarmente sfavorevoli che portano ad una precoce perdita degli elementi. E’ necessario effettuare una visita di controllo quando si nota sanguinamento e arrossamento, gonfiore delle gengive, mobilità o migrazioni dentali e alitosi. Esistono differenti tipi di terapie: la prima è legata alla causa della malattia e cioè un’igiene orale sbagliata, che ha come obiettivo il controllo dell’infezione batterica per mezzo di una levigatura delle radici effettuata da un’igienista e una igiene orale corretta del paziente. Se questa terapia non chirurgica non riesce a ripristinare una situazione di salute gengivale, vi sono varie terapie chirurgiche che hanno come obiettivo finale la creazione di un sigillo gengivale fisiologico.

Endodonzia

Con il termine endodonzia si intende quella branca dell’odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero lo spazio all’interno dell’elemento dentario, che contiene la polpa dentaria (costituita da cellule, come gli odontoblasti e le cellule stellate, da vasi e nervi) e degli effetti che tali patologie possono causare sui tessuti ossei limitrofi alla radice del dente interessato (i cosiddetti “granulomi”, termine ormai entrato nell’immaginario popolare, che raggruppa tutta una serie di patologie e manifestazioni in realtà differenti) e sui tessuti mucosi corrispondenti ai denti interessati (ad es. infiammazione o, addirittura, fistole). Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione (cariosa, traumatica) determini una alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi stessa. È possibile inoltre ricorrere a questa metodica qualora l’elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero un’alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene). Il trattamento endodontico consiste nella rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici e nella sostituzione del tessuto rimosso con un’otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare, previa adeguata sagomatura dei canali radicolari. La terapia conservativa è quella parte dell’odontoiatria che si occupa principalmente della ricostruzione dei denti danneggiati dalla carie.
Per la cura di un dente cariato è necessaria, normalmente, una sola seduta: con l’aiuto di una anestesia locale, usando dei materiali completamente biocompatibili ed estetici (materiali compositi) si ottiene come risultato una ricostruzione dello stesso colore del dente, molto resistente e duratura. La terapia conservativa comprende anche delle tecniche che permettono di risolvere altri problemi come la frattura traumatica dei denti, la correzione d’inestetismi dei denti anteriori “odontoiatria estetica” o, addirittura, la fissazione (in una fase intermedia) di denti resi mobili dalla malattia parodontale ( splintaggio). La terapia conservativa si occupa infine della prevenzione: sigillando con delle resine fluide i solchi naturali presenti nei denti si previene il formarsi della carie.

Sbiancamento dei denti non vitali

Un dente non vitale in alcuni casi può presentare un cambiamento di colore,virando verso lo scuro, che può provocare seri danni estetici, soprattutto se è nel gruppo dei denti anteriori. Dopo una corretta terapia endodontica il dente con una procedura di sbiancamento dentale può essere riportato al suo naturale colore. Fasi dello sbiancamento: Si effettua una piccola apertura nel parte posteriore del dente Si crea un fondino con un cemento composito come chiusura Si inserisce l’agente sbiancante a base di perossidi, all’interno del dente Si inserisce un cotone con una medicazione per proteggere il gel Si lascia agire per alcuni giorni. Si procede con la chiusura definitiva del dente con una otturazione in composito.

Protesi

La protesi dentale è un manufatto, realizzato per mano di specialisti in Odontotecnica, utilizzato per rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici. Si definisce anche protesi dentaria la parte dell’odontoiatria che si occupa della progettazione e costruzione di protesi, rispettando i seguenti requisiti: • Funzionalità: riguarda il ristabilimento della corretta masticazione e delle funzioni articolari (apertura, chiusura, lateralità destra-sinistra, protrusione-retrusione e la corretta fonetica). • Resistenza: la protesi deve resistere al peso del carico masticatorio e all’usura. • Innocuità: la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti. • Estetica: i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali e bisogna fare molta attenzione a non alterare il corretto profilo facciale del paziente. La protesi mobile viene utilizzata per sostituire intere arcate o parti di essa e può essere facilmente tolta e riposizionata dal paziente in qualsiasi momento della giornata. Fra le protesi mobili si distinguono la protesi parziale, la totale e la mista-scheletrata. La protesi fissa consiste nella ricostruzione dei denti rovinati o mancanti con l’utilizzo di corone o capsule. Le protesi fisse non possono essere rimosse dal paziente dal cavo orale in quanto fissate agli elementi esistenti, i denti sani, attraverso la cementazione. Solo dopo un’attenta visita sarà possibile stabilire, con il Vostro Dentista, la metodologia più adatta al caso e programmare un percorso operativo.

Implantologia Tradizionale

L’implantologia orale è la branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con altrettante radici sintetiche ancorate nell’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono anche fungere da supporto per una protesi completa. L’utilizzo della soluzione implantare permette di conservare integri i denti sani adiacenti allo spazio da colmare in quanto la protesizzazione degli impianti, salvo alcuni casi particolari, non coinvolge i denti naturali. L’Implantologia moderna ha ormai raggiunto livelli davvero notevoli in ambito clinico. Tecniche come l’Implantologia a carico immediato, l’Implantologia elettrosaldata e l’Implantologia transmucosa, hanno aperto nuovi orizzonti alla materia. Tutto grazie all’applicazione dei moderni strumenti tecnologici, che hanno contribuito a migliorare l’aspetto diagnostico e quello prettamente clinico. Grazie a queste tecniche implantologiche si rende possibile restituire il sorriso, con notevoli benefici non solo estetici, ma anche psicologici del paziente.

Odontoiatria Infantile

L’odontoiatria pediatrica si occupa della salute orale del paziente dalla nascita sino all’adolescenza. 

I bambini, i ragazzi preadolescenti e gli adolescenti necessitano di essere seguiti in modi diversi a seconda della loro esigenze. Il dentista pediatrico, esperto in queste metodiche, si propone di controllare, correggere o prevenire anomalie di sviluppo dei denti e delle ossa mascellari e soprattutto si occupa di prevenire la diffusione della carie dentale che altrimenti causerebbe la distruzione degli elementi dentari con la necessità di costose riabilitazioni odontoprotesiche in età adulta. 

Circa il 75% dei bambini sono affetti da carie ancor prima di raggiungere il quinto anno di età. Attività di particolare rilevanza sono sia l’intercettazione precoce delle patologie orali derivanti da respirazione orale nel paziente in crescita, sia il monitoraggio dello stato di salute dentale e di igiene orale nei pazienti portatori di apparecchio ortodontico.

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