Blefaroplastica

BLEFAROPLASTICA SUPERIORE: TECNICHE DI RINGIOVANIMENTO DELLE PALPEBRE SUPERIORI

 

Con l’invecchiamento, la pelle tende a rilassarsi ed appare a livello della palpebra superiore un eccesso, una vera e propria “tenda cutanea”, che può arrivare a toccare il bordo delle ciglia ed in alcuni casi a ridurre anche il campo visivo, dando in ogni caso un aspetto appesantito ed invecchiato a questa regione. Talvolta possono essere presente delle borse adipose, in particolare verso l’angolo interno dell’occhio. Obiettivo della blefaroplastica superiore è correggere i suddetti aspetti.

La tecnica consiste nella rimozione dell’eccesso palpebrale e delle eventuali borse ad esso associate. Si tratta di un intervento abbastanza rapido di 30-60 minuti, eseguibile nella maggior parte dei casi in anestesia locale o, se lo si preferisce, con una piccola sedazione.

Non è necessario il ricovero ed il paziente può rientrare al proprio domicilio il giorno stesso dell’intervento.

Anche il postoperatorio è abbastanza rapido, con un riassorbimento degli edemi nel giro di 4-5 giorni e dei lividi in circa 7 giorni.

I punti sono rimossi dopo 3-5 giorni, a meno che non si sia eseguita una sutura intradermica con filo riassorbibile: in tal caso non occorrerà rimuovere i punti ma sarà sufficiente tagliare le code di ingresso e di uscita della sutura.

La cicatrice residua cadrà nel solco palpebrale e nel giro di poco tempo diventa praticamente invisibile.

 

BLEFAROPLASTICA INFERIORE: TECNICHE DI RINGIOVANIMENTO DELLE PALPEBRE INFERIORI

 

Col passare del tempo, a livello delle palpebre inferiori possono apparire delle borse di grasso così come un eccesso cutaneo con avvizzimento della cute.

La blefaroplastica inferiore può essere eseguita per via cutanea o per via transcongiuntivale.

 

BLEFAROPLASTICA INFERIORE PER VIA CUTANEA

 

è la tecnica maggiormente utilizzata ed utilizza come accesso un’incisione immediatamente al di sotto delle ciglia. Un tempo la tecnica prevedeva un’asportazione delle borse adipose; nel tempo si è visto che questo approccio può secondariamente causare un aspetto infossato della regione orbitaria.

Attualmente l’approccio più utilizzato prevede la redistribuzione delle borse adipose, con rimozione minima, se necessaria, in casi selezionati.

La cute in eccesso è rimossa con molta attenzione e in quantità modica onde evitare che si possa avere un’eversione palpebrale secondaria (ectropion: stiramento della palpebra verso il basso).

Durante la blefaroplastica inferiore possono essere eseguite varie tecniche aggiuntive, se necessario, allo scopo di risollevare lo zigomo, sollevare l’angolo esterno dell’occhio (cantopessi), utilizzo di lembetti muscolari per restituire una tensione più naturale alla palpebra etc.

Con questa tecnica è possibile ridare un maggior turgore alla palpebra, ma essa non è in grado di ridurre le rughe perioculari, le cosiddette “zampe di gallina”, che sono oggi trattate con la tossina botulinica o con specifici acidi ialuronici.

L’intervento ha una durata di circa un’ora e può essere eseguita in anestesia locale, ma a seconda delle tecniche necessarie potrebbe durare di più, richiedere una sedazione o anche un’anestesia generale. Da questo dipenderà la necessità o meno di trattenere il paziente nella struttura ospedaliera per almeno una notte.

Anche in questo caso la cicatrice residua nel giro di poco tempo è in genere praticamente invisibile.

 

BLEFAROPLASTICA INFERIORE PER VIA TRANSCONGIUNTIVALE

 

Essa viene utilizzata in particolare in pazienti giovani con importanti borse adipose e prevede un accesso dall’interno della palpebra senza cicatrici esterne. Con questa tecnica non sarà pertanto possibile rimuovere in nessuna misura l’eccesso cutaneo.

 

BLEFAROPLASTICA ADDITIVA CON AUTOTRAPIANTO DI GRASSO/LIPOFILLING

 

La tecnica del lipofilling, ovvero dell’autotrapianto di grasso, è oggi talvolta utilizzata in corso di blefaroplastica in quei casi in cui occorra aggiungere tessuto e dare volume, come per esempio quando la palpebra inferiore appare depressa, poco tonica e con accentuazione del bordo orbitario.

 

RIDUZIONE DELLE RUGHE ATTORNO AGLI OCCHI

 

Le rughe attorno agli occhi si evidenziano nel tempo a causa dell’assottigliamento, rilassamento e riduzione di elasticità della cute e dell’azione dei muscoli orbicolari, corrugatori e proceri (zampe di gallina e rughe glabellari alla radice del naso tra le due sopracciglia).

Il trattamento di queste rughe è diventato di pertinenza quasi esclusiva della tossina botulinica, che ne favorisce una distensione. Qualora dovessero residuare delle rughe, queste potranno poi essere trattate anche con dell’acido ialuronico. (vedi)

 

TRATTAMENTO DELL’OCCHIO CON ASPETTO INCAVATO E DELLE OCCHIAIE

 

Assistiamo a una situazione di occhio incavato in quei casi in cui la palpebra inferiore appare depressa e poco tonica con accentuazione del bordo orbitario. Il trattamento può, a seconda dei casi, consistere in una blefaroplastica inferiore, un lipofilling o un riempimento con acido ialuronico.

Le occhiaie, invece, possono essere determinate o dall’accumulo di metaboliti pigmentati dell’emoglobina a livello della palpebra inferiore che ne provocano un incupimento o dall’aspetto avvizzito della palpebra e rugosa che , a seconda della luce, assume un aspetto perennemente ombreggiato (pseudo-occhiaia). Nel caso dell’occhiaia possono essere tentate terapie come peeling o laser, con risultati spesso deludenti. Nel caso della pseudo-occhiaia, l’intervento di elezione è la blefaroplastica inferiore.

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